Il sindaco di Uboldo Lorenzo Guzzetti in un posto su Facebook risponde duramente alle critiche sul funzionamento dell’asilo nido.

Asilo nido, il sindaco replica alle opposizioni

Duro e diretto come ormai noto, il sindaco Lorenzo Guzzetti di Uboldo ha oggi voluto replicare alle critiche mosse ultimamente in merito alla gestione dell’asilo nido comunale. Critiche e risposte che segnano con tutta probabilità l’inizio della campagna elettorale in vista delle elezioni del 2019. “Si sa, siamo a un anno dalle elezioni e le puttanate da qui a maggio saranno all’ordine del giorno”, esordisce nel suo post. Al centro della discussione, le mancate assunzioni all’interno dell’asilo e la sua gestione.

Il nodo assunzioni

Due le frasi cui Guzzetti ha voluto ribattere. La prima, sulla capacità del Comune di assumere nuovo personale e quindi le responsabilità della maggioranza nella situazione attuale. La seconda, sulla necessità di “mantenere pubblico il servizio, in modo da garantirne la qualità“. Critiche che Guzzetti definisce senza mezzi termini “puttanate”. Per quanto riguarda le assunzioni, il sindaco ricorda i paletti alle assunzioni nel pubblico imposti nel 2010 da Tremonti. Paletti che concedono ad Uboldo di assumere un solo dipendente che “comunque non consentirebbe di tenere completamente pubblico il nido. Abbiamo deciso di rafforzare la Polizia Locale che da anni necessita di una persona”, replica Guzzetti.

Maggioranza contro l’asilo?

L’altra accusa, è che la situazione del nido sarebbe dovuta “alla pluriennale incuria e insofferenza di Uboldo al Centro verso l’asilo”. “Questa Amministrazione ha migliotato il servizio negli anni grazie all’attenzione sia dell’assessore Mazzuccato e dell’assessore Galli sia del personale. Abbiamo trovato un buco nero economico come il Nido da più di 200 mila euro e lo abbiamo ridotto negli anni”, replica Guzzetti. “Abbiamo tenuto duro fino a questo momento che sapevamo benissimo sarebbe arrivato”.

Servizio pubblico e qualità

Ultimo campo di scontro, il rapporto tra pubblico, privato e qualità. “Dire che un <servizio pubblico> equivale a <garantire la qualità> è una c… pazzesca. Un comparto che rappresenta tra il 3,5 e il 5% del PIL italiano oggi lo produce il Terzo Settore che è prevalentemente il privato sociale, gente che fa impresa e che aiuta i più deboli”, ricorda Guzzetti. “Dire poi che una cosa pubblica è meglio di una privata, pensare che oggi la Pubblica Amministrazione funzioni meglio delle aziende italiane (che invece falliscono anche grazie alle lentezze e alle esasperazioni della PA) significa non vivere sul pianeta Terra ma su Marte“.

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Il post di Guzzetti sulla sua pagina Facebook: