Assolombarda, Bonomi: “economia chiusa è delitto”.

L’iniziativa

Lo ha dichiarato il presidente dell’associazione per le imprese, Carlo Bonomi,  lunedì scorso al Teatro Franco Parenti, che ha ospitato la presentazione alla stampa del quarto libro dedicato ai temi strategici per la crescita delle imprese, delle persone e del territorio. Un libro fresco di stampa che si colloca nella marcia di avvicinamento alle elezioni europee del prossimo 26 maggio e fornisce gli spunti per un’Europa unita.

Testimonial d’eccezione

Durante la mattinata di presentazione dell’elaborato,  a dominare la scena del teatro milanese con una live performance sul significato dell’Istituzione sono stati testimonial di eccezione come Malika AyaneMatteo CacciaLella Costa, il milanese imbruttito Germano LanzoniSofia Viscardi, quindi Pierluigi Pardo, che ha guidato il pubblico in un viaggio per riscoprire origini e significato di essere europei oggi.

Le parole dei relatori

“Il ritorno al sovranismo, inteso come chiusura delle economie, non sarebbe un errore, ma addirittura un delitto”. Questo il pensiero scandito dal presidente Carlo Bonomi, a cui hanno fatto seguito le dichiarazioni prima di  Enrico Cereda, vicepresidente di Assolombarda per Internazionalizzazione ed Europa, poi  di Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano. Secondo quest’ultimo, “l’Europa deve cominciare a parlare con una sola voce”, e continuare “sulla via delle infrastrutture”. Mentre, a detta di Cereda, il vecchio continente necessita di “un’accelerazione nel progetto europeista, piuttosto che un arretramento”.

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Le raccomandazioni

Un saggio che contiene una serie di raccomandazioni e punta a valorizzare volto e funzioni dell’Europa: completare il disegno europeo, definendo una governance condivisa,  competere nell’arena globale, valorizzando la competitività dell’Unione, accrescere la ricerca e l’innovazione, accompagnando le imprese nel cogliere le nuove opportunità, avere più futuro in Europa, investendo nella formazione, perseguire una crescita sostenibile e inclusiva, creando una partecipazione attiva e consapevole all’Europa, accorciare le distanze, per una moderna politica infrastrutturale materiale e digitale e semplificare, avvicinando i cittadini e superando la burocrazia