Attac dopo gli arresti: “Ora basta”

Attac Saronno punta il dito dopo l’indagine della Procura di Milano che ha scoperchiato un nuovo sistema di tangenti a Milano e provincia.

La Tangentopoli-Mafiopoli lombarda, con base in provincia di Varese, appena
scoperchiata dalla Procura di Milano, getta ombre inquietanti sul governo dei nostri
territori.
Le carte dei magistrati restituiscono – al di là del dato giudiziario – un sistema di gestione
del potere, della cosa pubblica (società partecipate), dei beni comuni (acqua, rifiuti,
territorio), in cui intervengono ad estrarre profitto alcuni politici di centrodestra locali e
nazionali, imprenditori corrotti, mafiosi.
Ne sono a vario titolo coinvolti nomi noti al grande pubblico, a partire dal presidente della
Regione, il leghista Attilio Fontana e dal sottosegretario Giorgetti, a personaggi locali,
dall’eurodeputata Lara Comi a Caianiello (“fulcro” del sistema), già coordinatore di Forza
Italia in provincia e gestore di società dell’acqua mai ripubblicizzata nella nostra provincia.

Attacco alla giunta di Saronno

Persona, quest’ultima, intervenuta nella conduzione politica del nostro territorio cittadino.
Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia: i partiti protagonisti del “sistema” indagato a Milano sono
gli stessi che governano a Saronno. Insieme a Saronno al Centro, formazione già più che
lambita da recenti condanne per affari di ‘ndrangheta. E ai Doma Nunch della galassia dei
neofascisti di Lealtà Azione. Cittadini espropriati del governo del territorio, gestito per conto di affaristi e criminalità; dei beni comuni (acqua, rifiuti) trasformati in fonti inesauribili di poltrone, favori e profitti invece
che di salute e ricchezza per tutti: questo – tra l’altro – ci dicono le indagini: questo abbiamo
sempre combattuto nelle nostre lotte politiche, sociali ed ambientali di questi decenni.
E intanto la povertà dilaga, mentre molte persone impoverite da questi potenti
vengono tenute a bada con la paura degli immigrati (ma tra gli arrestati e indagati non
se ne trova uno: questo non è uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più fare…).

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È ora di dire basta. È questo il futuro che vogliamo consegnare ai nostri figli?
È questo il presente che vogliamo continuare a vivere? La parte sana di Saronno, come di ogni comune lombardo, è chiamata a reagire ( se non ora, quando?): mostri visibilmente la propria presenza, in opposizione alla consegna
delle nostre città nelle mani del capitale e dei suoi alleati criminali! Noi ci siamo.