Aggressioni alle guardie mediche e negli ospedali: la violenza contro il personale sanitario è un tema sempre più sentito. La parlamentare orobica del Movimento 5 Stelle Fabiola Bologna (neurologa al Papa Giovanni XXIII di Bergamo) ha deciso di spendersi in prima persona e ha inviato un’interrogazione al Ministro (e collega di partito) Giulia Grillo.

Stop violenza contro il personale sanitario

Da tempo dilaga il fenomeno della violenza, tanto più odiosa se si esercita verso categorie professionali come il personale sanitario, negli ambulatori di guardia medica, nei nosocomi, nonché in occasione degli interventi del personale sanitario tramite il 118; in ogni luogo dove sia doveroso far intervenire personale sanitario, medico ed infermieristico, dipendente del sistema sanitario nazionale, regionale e di quello convenzionato, sono in crescita fenomeni di aggressione verbale e fisica, con una escalation della violenza ingiustificata e sproporzionata. Non si può lasciare impunito l’esercizio della giustizia personale tramite violenza privata; l’insoddisfazione non può certo giustificare lo scagliarsi contro il personale sanitario, verbalmente o fisicamente, per motivi futili violando le regole sociali e comportamentali.

Cosa si può fare?

Il fenomeno è grave e serviranno anche attività in sinergia con varie agenzie territoriali al fine di ragionare adeguatamente sulle diverse misure da attuare per prevenire il dilagare del fenomeno; già da tempo i sindacati di categoria delle professioni sanitarie stanno richiedendo misure idonee per tutelare i lavoratori con specifici strumenti; tra le idee avanzate, ci sono la revisione delle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza degli operatori sanitari, l’emanazione di disposizioni in tema di buone pratiche per i direttori generali delle aziende e degli enti del servizio sanitario nazionale, l’istituzione di una Commissione parlamentare sulla violenza contro gli operatori sanitari, iniziative normative per rendere tale reato perseguibile d’ufficio e non su querela di parte, una comunicazione efficace verso la popolazione, tramite forme di pubblicità progresso, per far comprendere che «chi aggredisce un medico aggredisce se stesso».

La risposta del Ministero

Il Ministro della Salute sta preparando un DDL che prevederà un luogo di analisi del fenomeno, del monitoraggio e misure di prevenzione e protezione del fenomeno, oltre a pene più severe per gli aggressori. E’ stata intrapresa una stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno per una rimodulazione dei dispositivi di sicurezza e ulteriori iniziative finalizzate ad assicurare una tutela specifica dei professionisti della Sanità.