Beppe Grillo, garante del movimento 5 Stelle e comico contestato sabato a Varese dov’era con il suo spettacolo.

Beppe Grillo contestato: “Buffone di corte”

Dalla piazza Podestà gremita per Alessandro Di battista e Gianluigi Paragone di solo un anno fa, alle contestazioni. E così Beppe Grillo, da primo e principale volto del “Vaffa” che 12 anni fa (era il 2007) poneva le basi di quello che oggi sarebbe diventato il primo partito in Italia, il Movimento 5 Stelle, ne è ora diventato bersaglio, a Varese.

“Il movimento al servizio di banche e multinazionali”

Nel volantino diffuso sabato dal manipolo di contestatori dei “liberi pensatori varesini”, tutti i motivi della protesta verso il padre di quel Movimento che, sin dalla nascita, ha promesso di rivoluzionare tutto. “Il Movimento 5 Stelle nasce e si propone ai cittadini come un’organizzazione politica moderna ed orizzontale – ricordano nel testo – Vuole rappresentarsi come il superamento di un’idea antiquata di gestione del potere, come argine al malaffare dei partiti, per andare oltre le vecchie ideologie, un movimento né di sinistra né di destra (“PD e Forza Italia condividono gli stessi sporchi interessi e sono responsabili della rovina del Belpaese”). La rabbia buona di un comico milionario che sbraita sui palchi di tutta Italia, le idee di onestà, di innovazione tecnologica, di democrazia diretta, la crisi economica e le politiche di austerity imposte dalla Banca Centrale Europea e dalla finanza internazionale contribuiscono a creare quel consenso che porta il M5S a vincere le elezioni del 4 marzo 2018. Poi forma il governo con la Lega e qui dimostra quello che è realmente: una formazione politica al servizio delle multinazionali e delle banche”.

La rabbia dei movimenti locali

Dietro i cartelli non ci sono “radical chic”, “piddini” o borsette firmate. Ci sono membri dei tanti movimenti locali che da anni portano avanti battaglie fatte proprie dal Movimento 5 Stelle. “Prima di andare al potere, i Cinquestelle si spacciavano per quelli che stavano dalla parte dei movimenti locali che difendevano i loro territori dalle devastazioni causate da grandi opere inutili, costose e nocive – ricordano infatti –  dicevano di essere contro l’acquisto dei cacciabombardieri americani F35, erano schierati con i gruppi che non accettavano le vaccinazioni obbligatorie”.

Il Decreto Sicurezza

Il Decreto Sicurezza, voluto da Matteo Salvini e dalla Lega ma votato favorevolmente anche dai 5 Stelle (non tutti, e chi ha dissentito è stato espulso) è un altro motivo di delusione. “Unica loro “coerenza” – continuano nel volantino –  il livore contro gli immigrati, al limite della xenofobia e del razzismo, che si è concretizzato nel cosiddetto Decreto Sicurezza e Immigrazione che prevede, tra l’altro, l’abolizione della protezione umanitaria, la restrizione del sistema di accoglienza, l’esclusione dal registro anagrafico dei richiedenti asilo che pertanto non possono richiedere la residenza. Il Decreto Sicurezza è un decreto non solo razzista e liberticida, ma interviene direttamente contro le lotte dei lavoratori e dei movimenti per la difesa del territorio e per la casa. Per il blocco stradale e ferroviario, per esempio, non è più prevista un’ammenda ma la reclusione fino a dodici anni e per l’occupazione di immobili la pena arriva fino a quattro anni”. Norma questa che ovviamente non va a genio di quei gruppi che, da sempre, hanno sostenuto le lotte contro la tav e le grandi opere, portate avanti soprattutto con quei metodi di protesta.

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“Il le Grillo è nudo!”

Punto per punto, uno dopo l’altro, il gruppo di contestatori ha spiegato il perché del “Vaffa Grillo”. “No Triv era lo slogan pentastellato contro le scavatrici nelle acque del mediterraneo, ma adesso Di Maio ha detto Sì Triv. Identico voltafaccia per le trivellazioni in Basilicata – ricordano – Sugli F35, di cui promettevano di bloccare l’acquisto, passati dai banchi dell’opposizione a quelli di governo i pentastellati hanno cambiato idea. A confermarlo le parole della ministra della Difesa Trenta che ha assicurato che non taglierà gli ordini degli F35”. Poi il Tap, il gasdotto che dal Mar caspio punta all’Italia: “«Con il governo del Movimento 5 Stelle quest’opera la blocchiamo in due settimane». Questo prometteva Di Battista in caso di vittoria alle elezioni. Adesso dicono che è impossibile fermarne la realizzazione”. Così la Tav Torino-Lione in val di Susa: “Con l’analisi costi/benefici, il M5S è passato dal No Tav al Nì Tav…per diventare, probabilmente dopo le elezioni europee, Sì Tav”. E l’Ilva di Taranto: “Promettevano di chiuderla. Oggi l’Ilva è ancora lì a inquinare e ad avvelenare lavoratori e popolazione”. Ultimo dell’elenco, il tema vaccini in cui si inquadra anche l’ultima mossa di Grillo, l’adesione al Patto per la Scienza promosso dal virologo Roberto Burioni, celebre per le risposte al vetriolo via Facebook al mondo dei NoVax. “Da No Vax a Sì Vax – lamentano i contestatori di Grillo – Con l’adesione al Patto trasversale per la scienza promosso dal virologo Burioni e sottoscritto anche da Renzi, Grillo si è rimangiato tutto quello che prima delle elezioni sosteneva aderendo alle campagne No Vax. Anche la sua omonima ministro della sanità, Giulia Grillo ha cambiato la propria posizione, dichiarando che vaccinarsi è fondamentale e che l’obbligatorietà la decide la politica in base alla situazione epidemiologica”. “Il Movimento 5 Stelle conviene al sistema – concludono – La grande palla di spacciare il Movimento 5 Stelle come un qualcosa di nato spontaneamente sui meetup, ad opera di gente incazzata, piena di civismo va vista per ciò che è, una palla. Trattasi, invece, di un progetto ben preciso, creato appositamente per impedire che il crescente malcontento degli italiani provati dalla crisi sfociasse in una vera ribellione, come sta accadendo in Francia. Il re Grillo è nudo! Non facciamoci più incantare e fregare da questo buffone di corte!”.

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