“Calati, che figuraccia e quanti soldi buttati via”. Ad alzare i toni il giorno dopo la notizia della decisione del Tar, che impone al sindaco Chiara Calati di trovare uno spazio per far pregare i musulmani il prossimo 14 agosto, è il consigliere Pd Paolo Razzano.

“Calati, che figuraccia e quanti soldi buttati via”

I dem, si sa, hanno sempre criticato la linea dura della Giunta: un “no” senza se e senza ma alla preghiera comunitaria che è finito davanti a un giudice. Ma al di là della posizione politica sul concedere o meno uno spazio per la preghiera agli islamici, ora si pone anche una questione tecnica: la difesa in giudizio costerà al Comune quasi 14mila euro. “Una cifra non trascurabile per una Giunta che dice di non avere soldi per fare nulla”, fa notare Razzano, che non perde la ghiotta occasione per far notare come la Giunta di centrodestra sia sempre più a trazione leghista. Se, da una parte, la prima cittadina dopo essere stata scaricata da Noi con L’italia non ha preso una nuova tessera di partito, dall’altra sembra allinearsi alle posizioni dure della Lega sul tema immigrazione e Islam. Non a caso, i primi a scendere in campo per difenderla sono stati i big del Carrocccio. 

Razzano: “Una guerra santa che andava evitata”

“La Giunta, sempre più a trazione leghista, per difendere il suo immobilismo e le sue mancanze, ha avviato una vera guerra santa contro i musulmani della città, finita con una figuraccia nazionale per Magenta e con una sconfitta giudiziaria che costerà ai magentini 14mila euro. Se fossi un elettore di questa maggioranza sei arrabbiato: giocano a fare i piccoli templari ma neppure ci riescono e  non sono capaci di difendere – come dicono loro – la città da questa fantomatica invasione. Un susseguirsi di errori e fallimenti che mette in ginocchio la città”.  Razzano evidenzia come l’esito di questa battaglia fosse già scritto: “E’ la Costituzione stessa a tutelare il diritto di esercitare la propria fede, anche in forma associata. Costituzione che, ricordiamolo, è la legge fondamentale dello Stato. In tutta risposta, Calati, nei suoi continui dinieghi, fa riferimento ad articoli dei regolamenti comunali e di polizia urbana che poco c’entrano con la richiesta pervenuta e servono solo a gettare fumo negli occhi della gente. Un’ora in uno spazio pubblico per pregare: questa la richiesta della comunità islamica. Qualcuno li definisce prepotenti: giudicate voi, sono anche disposti a pagare eventuali affitti di sale, e il rispetto dei regolamenti. Mi chiedo se, davvero, questa guerra santa non fosse evitabile. Se non ci fosse una strada per assecondare un legittimo diritto di una parte di cittadini di Magenta. Permettere qualcosa a qualcuno non vuol dire togliere diritti ad altri, forse questa cosa a molti non è chiara”.