Calati: “Quante battute sessiste su di me e sulle mie forme”. Il sindaco Chiara Calati, in vacanza, rompe il silenzio sul caso Bastianello. Ma stupisce tutti con un post social poco istituzionale, ma che parla molto di sè e del suo vissuto: “Donne, sessismo e linguaggio. Come ho più volte avuto modo di dire, a mio avviso in Italia siamo indietro anni luce rispetto alla considerazione nei confronti delle donne. Gli attacchi sessisti si sprecano e risultano tanto più violenti quanto più una donna è bella e intelligente. Personalmente, anche e non solo per le mie forme, ho perso il conto dei commenti, delle battute e degli attacchi sessisti, ora e anche prima di essere Sindaco. Non mi metterò nemmeno a contare quelli futuri. Con questo credo che noi donne sappiamo perfettamente da sole come reagire e siamo in grado di valutare se e come procedere con azioni legali”.

Calati e le battute sessiste

Il sindaco Calati non nasconde di essere stata vittima di battute sessiste e spiega che una donna sa difendersi da sola. “Mi disturba un certo pensiero per cui la donna, povero essere fragile, abbia sempre bisogno di qualcuno che la difenda. Mi disturba anche la finta ipocrisia della solidarietà femminile. Noi donne sappiamo benissimo che le peggiori nemiche delle donne sono le donne stesse, come sappiamo altrettanto coalizzarci e vivere amicizie profonde e sincere tra noi. Infine noto sempre più spesso che chi parla di donne sono gli uomini e non le donne stesse, che fino a prova del contrario sono quelle più titolate a farlo.

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“Basta col linguaggio violento”

La prima cittadina non entra nel merito del caso Palmieri- Bastianello, ma fa capire di non condividere certi toni: “Da Sindaco dico che il linguaggio violento non mi appartiene, ma purtroppo leggo molte espressioni violente o irrispettose, tra politici e tra cittadini, a tutti i livelli relativamente ai più svariati temi. Ognuno è responsabile delle proprie azioni e del linguaggio che usa. Condivido totalmente una riflessione fatta dal professor Marco Vitale in occasione di un congresso a cui ho avuto il piacere di invitarlo qualche anno fa, dove disse che in questo Paese non c’è niente di cui aver bisogno più che della pulizia. In particolar modo della pulizia del linguaggio. A questo faccio appello e spero che tutti possano vivere una vita più vera e meno social”.

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