Oggi è arrivata la conferma col Tar che ha dato ragione al Comune di Cantù sul caso moschea. A commentare la notizia anche Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia.

Moschea Cantù abusiva

“Ancora una volta il Tar della Lombardia in tema di moschee abusive si schiera dalla parte di un’amministrazione comunale. Il Comune di Cantù ha infatti visto confermato dal Tribunale il suo provvedimento con il quale ordinava ad un’associazione culturale musulmana di smetterla di servirsi illegalmente di un immobile di via Milano come luogo di preghiera. Anche a Milano, qualche mese fa, era successo altrettanto con la moschea abusiva in via Faa’ di Bruno. Nonostante, però, prima l’amministrazione e poi il Tar avessero ordinato lo smantellamento del luogo di culto abusivo entro il 22 giugno, le preghiere sono proseguite oltre al termine senza problemi. Questa però non è l’unica presente a Milano. Ce ne sono molte, ormai conosciute da tutti e tutte abusive: si trovano in via Padova, via Maderna, via Gonin e via Quaranta”. Spiega De Corato.

Il caso di Milano

“È proprio di questi giorni la notizia che i residenti di via Maderna hanno segnalato che il divieto comunale ai lavori per il centro islamico è stato aggirato. Anche se il Comune a gennaio aveva, infatti, fatto sospendere i lavori, perché probabilmente non corrispondevano a quelli riportati nei disegni depositati allo Sportello unico dell’edilizia, approfittando della calma agostana gli operai sono tornati sul tetto per proseguire quello che avevano iniziato mesi prima con l’intento di trasformare la struttura in una vera e propria moschea. È ora di finirla con queste prese in giro. Vengano immediatamente chiusi tutti gli edifici diventati abusivamente moschee e il Comune, se c’è, batta un colpo e faccia ritornare la legalità”.