Centri sportivi di San Vittore Olona nel caos, l’ex giunta si difende: “Il contratto di Partenariato pubblico e privato era il migliore possibile, forse la nuova Amministrazione comunale non vuole portarlo avanti”.

Centri sportivi, l’ex Amministrazione comunale respinge le accuse

In paese è bufera sugli impianti sportivi. Il 30 aprile 2019 (a un passo dalle elezioni comunali), l’ex Amministrazione comunale aveva firmato il contratto di Partenariato pubblico e privato per la gestione e lavori per il centro Malerba e il campo sportivo di via Roma. La nuova giunta del sindaco Daniela Rossi si è messa a studiare le carte affermando che “il contratto è incompleto riguardo la manutenzione e mette a rischio il Comune”.
Ma ora l’ex assessore allo Sport Paolo Salmoiraghi difende le scelte fatte quando era nella squadra di governo: “Il progetto di Ppp, Partenariato pubblico privato nasce dall’esigenza di riqualificare le nostre strutture sportive – afferma Salmoiraghi, oggi capogruppo della lista di opposizione ‘Per San Vittore Olona’ insieme a Marco Zerboni -. Con il vecchio contratto stipulato nel 2006 (scadenza 2016), il Comune contribuiva alle spese di gestione delle utenze degli impianti sportivi con circa 50mila euro annui ed aveva a proprio carico tutte le manutenzioni straordinarie. Manutenzioni che, per scarsità di risorse e non di volontà,  sono state trascurate, portando all’attuale situazione di degrado. Con la sottoscrizione del Ppp, il Comune è riuscito ad ovviare alla mancanza di risorse. A fronte infatti di una spesa corrente di 72mila euro annui per 20 anni, l’Amministrazione comunale, dando in gestione gli impianti sportivi, ha posto in carico al gestore tutta la manutenzione straordinaria e ha concordato investimenti per la riqualificazione degli stessi, pari a 1.000.000 di euro, da effettuarsi con una serie di opere che qui sintetizziamo: Campo Malerba: rifacimento manto in sintetico; messa a norma tribune; rifacimento e riorganizzazione spogliatoi; riorganizzazione degli ingressi, nuovo bar adiacente alla tensostruttura, messa a norma dei vigili del fuoco per tensostruttura, piazzola feste, rifacimento campo in terra rossa tennis, spostamento piattaforma lanci atletica; Campo via Roma: rifacimento del manto erboso; nuovo impianto di irrigazione e allacciamento pozzo di prima falda; manutenzione tribune e spogliatoi; Campetto Agorà: rifacimento completo campo da basket. Al bando – prosegue l’ex assessore -, pubblicato a maggio 2018, poteva partecipare chiunque. Tre soggetti hanno chiesto precisazioni e solo uno di essi ha protocollato l’offerta, successivamente valutata da apposita commissione tecnica e ritenuta congrua. ll contratto, per legge, prevede che la cessione del diritto di superficie (33 anni) debba essere notevolmente più lunga della durata contrattuale di gestione (20 anni). Lo dice la Corte dei Conti. Diversamente si sarebbe aggirata la normativa relativa al Ppp prevista nel Codice degli Appalti”.

Salmoiraghi e la sua lista concludono: “Siamo tuttora convinti che la scelta di procedere al Ppp sia la soluzione migliore per soddisfare le esigenze delle nostre associazioni (tutelate sia nella prelazione per l’utilizzo delle strutture, sia dal punto di vista tariffario) e preservare le casse comunali per i prossimi 20 anni, consentendo così di intervenire anche su altre situazioni e contesti altrettanto meritevoli di interventi. Diversamente, chi avrebbe mai preso in capo la gestione dei centri sportivi senza che fossero rimessi a norma e riqualificati? L’intenzione era di far partire i lavori di riqualificazione nella pausa estiva, periodo in cui le nostre associazioni rallentano o sospendono la proprie attività. Proprio per questo già lo scorso anno avevamo preso accordi con un Comune limitrofo affinché le nostre associazioni, almeno temporaneamente, potessero essere ospitate a prezzi calmierati. Il 29 maggio scorso facevamo presente al Sindaco e all’attuale Assessore ai Lavori pubblici la situazione di urgenza nel far partire i lavori per minimizzare i disagi ad associazioni e cittadini. Ma non abbiamo avuto riscontri. Il 27 giugno, a mezzo Pec, chiedevamo di avere notizie circa la procedura di inizio lavori. Ad oggi ancora nessuna risposta, se non la relazione dell’assessore ai Lavori pubblici in Consiglio Comunale. L’unica volontà che si è intravista (almeno di una parte dell’attuale maggioranza), è stata quella di trovare qualche cavillo contrattuale che potesse consentire la risoluzione del contratto sottoscritto in data 30 aprile 2019 (successivamente regolarmente depositato e registrato). Si parla di un contratto sicuramente firmato a fine mandato, ma non certo con leggerezza o cospirazione alcuna, bensì dopo 3 lunghi anni di attento lavoro. A nostro avviso, questi preziosi giorni dedicati alla spasmodica ricerca di errori da imputare alla vecchia Amministrazione potevano essere utilizzati per completare le procedure e dare il via ai lavori. Comprendiamo e condividiamo il disagio delle nostre associazioni e auspichiamo che le procedure che oggi sembrano alla base dei ritardi, vengano affrontate dalle parti con la volontà di far partire i lavori, la cui durata potrà essere al massimo di 300 giorni consecutivi”.

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