Il Comitato Legalità a Legnano rompe il silenzio di queste ultime settimane “in cui sono accadute cose che hanno del surreale” e torna a chiedere “un’assunzione piena di responsabilità, per liberare la città da queste catene, aprendo la strada all’arrivo del commissario prefettizio e poi tornare presto e democraticamente alle urne”.

“Noi in silenzio mentre succedevano cose che hanno del surreale”

“Come Comitato Legalità – si legge in una nota diffusa martedì 25 giugno 2019 – siamo rimasti in silenzio tra il rumore di queste ultime settimane in cui sono accadute cose che hanno del surreale. Abbiamo assistito sconvolti al ritiro delle dimissioni di un sindaco agli arresti domiciliari, decisione avallata dal suo partito nazionale, la Lega, con enfasi ed entusiasmo come se fosse normale o normalizzante accettare la presenza di un sindaco relegato ‘alla finestra’. Abbiamo letto di intercettazioni in cui lo stesso sindaco, che ricopre anche il ruolo di segretario provinciale Lega del Ticino, rivolgersi al segretario di Legnano del suo stesso partito, Mirko Gramegna, definendo i caratteri del ‘candidato tipo’ a svolgere un incarico pubblico retribuito: incapace e servo. Abbiamo letto della spasmodica ricerca di poltrone per parenti e amici, mogli e cugine, proposte o inserite da queste persone nei Consigli di amministrazione delle società partecipate legnanesi. Paradossale poi se si riascoltano alcuni passi delle recenti conferenze stampa di Fratus e sodali, in cui rivolgevano accuse verso chi li aveva smascherati di gestire favoritismi e interessi personali. Abbiamo letto i nomi di numerosi membri del direttivo della Lega di Legnano tra le intercettazioni, posizionati ad hoc per ottenere obbedienza e favoritismi”.

Tutti i “perché?” del Comitato

“Ci chiediamo dunque oggi se vi siano promesse, favori o poltrone che spingono i rimanenti consiglieri di maggioranza a restare al loro posto, con un Consiglio comunale dimezzato e un’Amministrazione cittadina paralizzata, nell’attesa del ritorno del ‘capo’. Ci chiediamo perché nelle conferenze stampa si soprassieda al fatto che la crisi politica che ha investito la maggioranza nasca ben prima degli arresti del 16 maggio. Non dimentichiamo Accam, la nomina del dirigente allo sviluppo organizzativo, la nomina del presidente della fondazione Sant’Erasmo, la creazione di fondazioni ad hoc… A proposito di nomine, sarebbe anche interessante far valutare ai legnanesi e ai consiglieri in carica la collaborazione e l’esito del lavoro del direttore artistico Flavio Arensi in questo anno abbondante di mandato. Sarebbe interessante che i consiglieri in carica chiarissero la posizione dell’Amministrazione in merito alla questione dell’illuminazione pubblica. Sarebbe interessante che i consiglieri in carica si confrontassero sui temi che riguardano la città ostaggio di amministratori agli arresti domiciliari: perché non raccontato ai cittadini legnanesi che con la causa al Tar in corso, e senza un commissario straordinario nominato, la città è bloccata perché nessun dirigente può assumersi la responsabilità di firmare spese che potrebbero essere impugnate. Perché i consiglieri di maggioranza rimasti al loro posto non spiegano ai cittadini che con un gesto di serietà avrebbero potuto mettere fine a questa vergognosa vicenda, dando la possibilità ai cittadini di tornare al voto? Perché non raccontano che qualora il sindaco dovesse rimanere agli arresti per altri mesi e si chiedesse il giudizio immediato, non si potrebbe votare nemmeno il prossimo anno e si lascerebbe la città in stallo per due anni?”.

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“Torniamo presto e democraticamente alle urne”

“Si può chiedere in questa delicata fase della vita della nostra città, un’assunzione piena di responsabilità, per liberare Legnano da queste catene, aprendo la strada all’arrivo del commissario prefettizio e poi tornare presto e democraticamente alle urne?”.

 

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