Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Edoardo Conti, segretario dei Giovani Democratici di Rho

“Contro l’orrore libico, vogliamo l’alternativa”: la lettera dei Giovani Democratici di Rho

“Siamo giovani, siamo nativi democratici e non vogliamo più tenere la bocca chiusa.

In Libia esistono campi di concentramento dove vengono deportati e torturati migliaia di innocenti, ragazzi come noi che cercano una vita migliore. Mentre politica e media si dividono tra propaganda e urla in studio, le azioni di questo governo hanno portato all’aumento delle morti in mare e in Libia, allo spreco di soldi pubblici e all’aumento dell’insicurezza per i cittadini.

La Libia non è un porto sicuro: è un territorio in piena guerra civile in cui nessuno garantisce il rispetto dei diritti umani né di alcun accordo.
Il governo italiano ha fallito, ma un modo diverso di gestire i flussi esiste: senza che nessuno sia più recluso, senza altre morti, superando l’emergenza.
Per questo, vogliamo che:

1) Gli accordi con la Libia vengano stracciati: la Guardia costiera libica è composta da trafficanti di esseri umani, e nonostante i milioni spesi in addestramento e risorse spesso non soccorre i migranti o quando lo fa li sottopone a violenze inenarrabili. Chiediamo inoltre che ONU, Europa ed Italia si occupino dello svuotamento dei campi per mettere fine a questo orrore.

2) Venga detta la verità sulle ONG: sono organizzazioni di volontari che senza fondi pubblici raccolgono e investono risorse aiutando gli ultimi, anche in Italia. Quelle che operano nel Mediterraneo fanno gratuitamente quello che dovrebbero fare Europa ed Italia: salvano vite umane in pericolo.

3) L’Italia proponga una politica migratoria nuova: senza un canale legale, saranno sempre tutti clandestini e costretti a scappare dalla legge, rischiando di diventare braccia della criminalità organizzata. Sicurezza e convivenza si ottengono con la creazione  di canali legali di accesso in Europa, che definiscono con i paesi di origine chi e come può entrare.
Canali impossibili senza l’abolizione della Bossi-Fini e la riforma del trattato di Dublino.

4) Che si torni ad investire in integrazione, l’unica soluzione all’insicurezza: Lasciare le persone in strada infatti, non è solo sbagliato: è un regalo alla criminalità e a chi vuole manodopera sfruttabile, a basso costo ed in nero.

Si può superare l’emergenza, si può trasformare viaggi orribili in possibilità di speranza e al contempo migliorare la sicurezza e la convivenza nei nostri quartieri. Se anche tu ci credi, se anche tu vuoi porre fine all’inferno libico, il 13 luglio indossa una maglietta rossa e posta la tua foto sui social.
Noi quel giorno lo faremo all’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, ed invitiamo tutti a farlo!”