Scoppia il caso islamico a Magenta. Dopo che giovedìi sera, dopo le 19, un nutrito numero di fedeli islamici si è presentato  in piazza Formenti, anche  Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e Assessore a Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale di Regione Lombardia, interviene sulla vicenda.

Il caso Vincenziana

I musulmani hanno avuto  un incontro con il sindaco Chiara Calati per discutere la richiesta di poter avere un luogo dove ritrovarsi a pregare. “In questo comune dal 2014 ci sono oltre 130 richiedenti asilo, 100 dei quali ospitati nel centro della Vincenziana, dove spesso ci sono stati problemi legati appunto alla loro presenza.
Noto a tutti è il tentativo fatto da alcuni musulmani di entrare in questa struttura, la Vincenziana, apposta per recitare preghiere. Cosa vietata. In seguito, due settimane fa, diverse decine di islamici si sono ritrovati al parco comunale Pertini, recitando sermoni in lingua araba seguiti dalla traduzione in italiano. Un fatto inconsueto, tanto che loro stessi, gli islamici, hanno riconosciuto che il parco non era un luogo adatto per incontri religiosi. Per loro, infatti, la soluzione migliore sarebbe quella di trovare uno spazio chiuso, che rispetti tutti i canoni di sicurezza, da potersi usare quotidianamente ed è proprio questa la proposta degli islamici all’Amministrazione magentina”, incalza De Corato.

“Islamici rispettino le leggi”

“Tuttavia andrebbe ricordato, agli islamici magentini come a tutti quelli che vivono in Lombardia, che esistono delle leggi da rispettare. Quella di Regione Lombardia, anzitutto, e ovviamente le norme urbanistiche dei Comuni. Assieme all’esigenza, che noi segnaliamo da almeno 3 anni, di provvedere ad una legge nazionale sui luoghi di culto per evitare che questi si trasformino in fucine di pericoloso radicalismo. Fino ad allora, non può, a nostro avviso, essere affrontato con leggerezza il tema della costruzione di moschee o luoghi di culto. A Magenta come altrove”, chiosa De Corato.

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