L’assessore Franco Colombo si è dimesso. Esce anche dalla Lega. Colombo ha deciso quindi di distanziarsi momentaneamente e totalmente dal mondo della politica.

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Dimissioni per l’assessore Colombo, il mondo della politica commenta

Non si sono fatti attendere i commenti del mondo della politica riguardanti le dimissioni dell’assessore di Legnano Franco Colombo.

Lega Nord Legnano

“Il Franco è soprattutto un amico, oltre che un uomo con la Lega nel cuore. Ha lavorato con tutti noi nei momenti difficili, quando tanti si sono defilati. Dopo la vittoria del giugno 2017 ha accettato di impegnarsi per la città, nell’istruzione e nella cultura e poi anche nello sport. Tutti contesti dove ha lasciato il segno indelebile del suo carattere e della sua determinazione. Rimarranno nella memoria di tutti due splendide celebrazioni natalizie che, oltre ad aver riempito le nostre strade, hanno suscitato anche l’interesse di stampa e TV a livello nazionale. Lo ringraziamo per il lavoro svolto in questo anno e mezzo. Resta il ricordo di mostre ed eventi di prestigio, fortemente radicati nella nostra storia come l’omaggio all’Alfa Romeo che, oltre ad aver avuto un enorme successo in termini di pubblico, ha enfatizzato un’eccellenza del territorio. Comprendiamo quanto sia difficile ed oneroso dedicarsi integralmente a questo ruolo, sacrificando gli interessi ed i rapporti personali. Se a tutto questo si aggiunge il non facile ruolo di medico, professione estremamente complessa e meritevole di concentrazione ed energie, arriviamo a comprendere che la scelta si stata quasi obbligata. In queste poche righe vogliamo esplicitare un sincero messaggio di gratitudine da parte di tutto il nostro movimento. Comprendiamo l’esigenza che, in modo così schietto, ha esternato e ci auguriamo che trascorso l’anno sabbatico, ritorni in trincea per continuare a dedicarsi allo sviluppo ad alla crescita di questa meravigliosa città.”

Partito Democratico Legnano

“Apprendiamo dalla stampa che il sindaco Fratus intende procedere ad un ennesimo rimpasto di giunta. Centro destra in crisi? Le innumerevoli voci che si sono susseguite nel corso di queste ultime settimane stanno determinando una pericolosa fase di immobilismo nella gestione della cosa pubblica. Non a caso è dal 20 dicembre scorso che il Consiglio Comunale non viene più convocato, il Documento Unico di Programmazione giace da lungo tempo in qualche cassetto senza che si conoscano ancora i tempi di approvazione mentre la scadenza della presentazione del bilancio di previsione rapidamente si avvicina.  Non è di questo che Legnano ha bisogno, ci sono problemi impellenti che devono trovare soluzione: dalla sicurezza all’ambiente, dal decoro urbano alla programmazione culturale, dalla riqualificazione delle aree dismesse al riassetto delle partecipate. Certo è che le deleghe che paiono in discussione (Cultura e Lavori Pubblici) hanno sicuramente fatto discutere: dalla improvvida decisione di chiudere il rapporto con il MAGA, lasciando la città in quasi due anni di vuoto culturale, alla scelta della nuova Biblioteca nel Parco Falcone Borsellino contro la volontà dichiarata di quasi 5.000 cittadini e infine la riqualificazione e allargamento della ZTL in cui, a detta di moltissimi cittadini, il rapporto costi/benefici pare sia peggiore di quello della TAV. Assessorati nei quali la presenza di consulenti esterni, già espressione di vecchie giunte di centro destra, è costante e per certi aspetti invasiva rispetto alle competenze che dovrebbero essere di fatto patrimonio degli Assessori. Viene da chiedersi se questo annunciato rimpasto non sia invece l’anticamera di una crisi ben più profonda, con le due maggiori forze di governo che tendono sempre più verso direzioni opposte, con logiche più legate alla spartizione che alle competenze, con il programma elettorale sempre più sfocato e disatteso.   Chiediamo pertanto con forza al sindaco di uscire al più presto da questo tunnel di incertezza: ne va del buon governo della città. Se rimpasto dovrà essere lo sia per migliorare le competenze e arricchire le proposte e non per tappare falle politiche e partitiche.”