Elena Meroni è l’assistente sociale bollatese candidata nella Lista civica “Gori Presidente”.

Elena Meroni

Elena Meroni, 58 anni, bollatese, sposata con un figlio è un’assistente sociale e ora anche candidata alle elezioni regionali nella Lista civica “Gori Presidente”. E’ laureata all’Università Cattolica, da oltre 30 anni lavoro nel campo sociale prima al Comune di Bollate, dove ho assunto posizioni di crescente responsabilità e dove si è occupata negli anni 2000 di promuovere la gestione associata a livello zonale. Dal 2004 dirige l’Azienda Speciale Consortile Comuni Insieme per lo sviluppo sociale di Bollate che realizza servizi alla persona per tutti Comuni dell’Ambito, capofila del Piano Sociale di Zona.

Le parole della candidata

“La proposta di candidarmi è arrivata quasi per caso, del tutto inaspettata ma mi ha fatto riflettere sulla necessità di farsi avanti in un momento così difficile e dare il mio personale contributo perché credo che ci sia bisogno di avvicinare il mondo reale alla politica, rivolgendomi soprattutto alle tante persone deluse, arrabbiate e molto disorientate da questo clima politico astioso e imbruttito che sono molto incerte sull’andare a votare. Ho accettato perchè in una lista civica posso candidarmi con una scelta di campo, ma soprattutto in ragione della mia storia e della mia competenza, sostenendo un candidato  che ritengo serio, preparato e adeguato alle sfide del prossimo futuro della Lombardia. Personalmente mi impegnerò soprattutto mettendo in campo la mia pluriennale esperienza nel sociale. Voglio perciò dedicarmi alle tematiche che conosco bene: l’assistenza all persone anziane, il sostegno alle famiglie, il contrasto alla crescente povertà e per la costruzione di comunità più coese e solidali in grado di rispondere alle crescenti esigenze della nostra società.”

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I temi su cui vuole lavorare

Temi su cui si può #faremeglio. alcuni esempi per tutti:
– Garantire a tutti l’accesso alle eccellenze delle nostre strutture sanitarie, snellendo le liste di attesa che non possono essere di anni.

– Potenziare i servizi di assistenza domiciliare e investire su una rete capillare di Centri Diurni per l’assistenza dei non autosufficienti per permettere ai nostri anziani di continuare a vivere nei luoghi a loro familiari e fornire un vero sostegno alle famiglie su cui grava oggi un enorme carico di cura.

– Bisogna investire fortemente nei servizi per la prima infanzia, sia negli asili nido sia nei servizi alternativi che offrano soluzioni
flessibili più adeguate ai bisogni delle persone.

– Bisogna rigenerare la rete di relazioni tra le persone, oggi sempre più isolate e sole, promuovendo luoghi di incontro, di scambio e di socialità, servizi di prossimità e di ascolto, flessibili e accoglienti.