L’ex segretario del Carroccio di Venegono Fabio Mantovani interviene dopo le sue dimissioni, ribadendo la sua contrarietà alla candidatura del sindaco Ambrogio Crespi alle prossime elezioni amministrative.

Elezioni amministrative, tra Crespi e volontà di rinnovamento

Nelle continue difficoltà nel trovare un accordo per la coalizione del centrodestra, anche le dinamiche interne delle sezioni possono avere il loro peso. A Venegono, l’addio alla segreteria di Fabio Mantovani è coinciso, per esempio, con l’abbandono di un progetto (il suo, progetto) di rinnovamento, che puntava alla candidatura di Roberto Castiglioni al posto di quella di Crespi. E nemmeno ore dopo, anzi la stessa sera, quel progetto era definitivamente naufragato con la candidatura di Castiglioni per Noi Con Venegono, lista degli ex assessori Franco Bonacci e Onofrio Pirrone.

“Dimissioni per motivi personali, non è colpa mia se il centrodestra si divide”

Che è successo quindi nelle riunioni della Lega? Le ultime voci parlano di una sezione ricompattata dopo la scelta di Castiglioni e le condizioni per l’alleanza poste da Forza Italia. “Prima di tutto voglio motivare le mie dimissioni che oltre a motivi politici sono scaturite da problemi personali che di fronte ad ogni altra questione assumono priorità assoluta – spiega Mantovani –
Mi preme comunque sottolineare il fatto che condivido con la sezione la scelta di mantenere come candidatura a sindaco un esponente della Lega. Ma rimarco il fatto di non essere favorevole alla ricandidatura del sindaco uscente”.

Rinnovamento impossibile

“Come ribadito in sezione da ottobre ho sempre espresso la volontà di portare la Lega di Venegono verso un rinnovamento generale. Nel mio programma di insediamento alla segreteria avevo messo come priorità la volontà di mantenere la sezione unita – ricorda l’ex segretario – Fermo restando tre punti saldi. Porte aperte con inserimento di nuovi sostenitori, soprattutto universitari. Considerare la presenza di un assessore regionale (Francesca Brianza, ndr) in sezione come una grande opportunità di crescita interna e di ovvia utilità politica e non solo. Considerare la sezione come unica sede da cui partono iniziative politiche al fine di portare sinergia costruttiva con gli amministratori”. E da ottobre, Mantovani racconta di essersi più volte incontrato con i referenti dei partiti del centrodestra, “alleati naturali” per le elezioni amministrative. “In sezione ho chiesto più volte se c’era la disponibilità di militanti a un’eventuale candidatura. Ho chiesto ripetutamente al sindaco di darmi una risposta sulla sua intenzione di ricandidarsi che volutamente non veniva mai chiarita”.

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I veti su Crespi

Mentre il sindaco non dava certezze sulle sua volontà politiche, l’ex segretario continuava a lavorare per le elezioni amministrative. “Nel frattempo ho informato la sezione che esponenti del centro destra non erano disponibili ad
accettare la ricandidatura di Crespi. Lui, invece, smentiva categoricamente la cosa – continua Mantovani –   Ho quindi informato la sezione che avrei continuato ad interloquire con i possibili alleati per arrivare a un accordo. La priorità, un candidato sindaco della Lega diverso dal sindaco uscente ed una serie di altri candidati condivisi. Il tutto per finalizzare l’obbiettivo comune di un rinnovamento”. Qui la proposta Castiglioni, nel frattempo tesserato sostenitore del Carroccio, che sembrava non dispiacere anche ad “alcuni esponenti di rilievo in lega che per primi hanno dato il loro appoggio”. “Come ovvio le lotte politiche sono all’ordine del giorno e questo aspetto è il fattore fondamentale per cui litigando non si va da nessuna parte – conclude l’ex segretario – E non è certo colpa del sottoscritto se ad oggi, a  due settimane dalla presentazione delle liste il centrodestra rischia di presentarsi diviso“.