Gli esponenti del Partito Democratico in conferenza stampa contro il sindaco Dario Galli, che ieri è entrato in Parlamento: “Sindaco e parlamentare sono cariche incompatibili. Sia corretto e dica ai cittadini cosa vuole fare”.

Camera, Galli incompatibile?

La vicenda è nota, e se ne parla sin dalla conferma della candidatura di Dario Galli per la Camera nella lista della Lega. E oggi, giorno dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, la questione inizia ad animare ufficialmente anche il dibattito politico a Tradate. “Abbiamo consultato il nostro ufficio legale, che ha confermato la validità del Decreto Delrio nell’individuazione della soglia di 15mila abitanti per l’incompatibilità dei sindaci”. A parlare, i consiglieri comunali del Partito Democratico Alice Bernardoni, Rolando Codato e Aureliano Gherbini. Dal canto leghista, l’interpretazione è però diversa. A far fede secondo il Carroccio sarebbe non il decreto Delrio (su cui pende da tempo un ricorso, ndr) ma il Testo Unico delle Leggi Elettorali, che non prevede nel caso tradatese l’incompatibilità-

“Questione di correttezza”

Sulla vicenda di Galli, e di altri neoparlamentari, si esprimerà nelle prossime settimane la Giunta per le Elezioni della Camera. Solo allora si saprà se, ed eventualmente cosa, deciderà di fare il sindaco. Che, qualora scegliesse Roma, obbligherebbe la città a tornare al voto l’anno prossimo. “Crediamo che i cittadini di Tradate meritino di sapere prima cosa intenda fare il sindaco – afferma Bernardoni – Cittadini che 9 mesi fa hanno votato per lui e per la Lega, forti di una campagna elettorale con lo slogan Amo Tradate. E che meritano di sapere, nel frattempo, chi governerà la città con un sindaco impegnato a Roma”. “Purtroppo agli arbori di questa Terza Repubblica assistiamo a dinamiche da Prima – rincara Codato – con le istituzioni usate come taxi. Arrivare alla Camera era già nei piani di Galli 12 mesi fa, prima di impegnarsi nella campagna per le comunali”.

“Debolezza della Lega tradatese”

Gherbini punta il dito anche contro la sezione cittadina della Lega. “Questa situazione è un segno della sua debolezza – spiega – A meno di un anno dalla vittoria alle elezioni avrebbe dovuto convincere il sindaco a rinunciare alle proprie ambizioni. Comunque vada, per loro sarà, ed è già, una figuraccia”. Galli non è certo l’unico sindaco impegnato alle elezioni del 4 marzo, e oggi a rischio incompatibilità. E proprio il Pd, con Samuele Astuti di Malnate, ne conta uno certamente incompatibile. “Sono situazioni diverse – spiegano i tradatesi – Astuti amministra la sua città da 7 anni, e non ha mai fatto mistero dell’incompatibilità e delle sue intenzioni”. “Una differenza c’è, però – aggiunge Gherbini – A Malnate la Lega ha chiesto ad Astuti di pagare di tasca propria il costo delle elezioni anticipate.  Noi non scadremo in una simile provocazione, saranno i cittadini a giudicare la credibilità del sindaco”.

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La replica di Galli: “Ho compassione per loro”

Il sindaco Galli, oggi alla Camera per l’elezione del Presidente dell’Aula, replica a distanza ai consiglieri del Pd. “Mi spiace che ancora non abbiano capito nulla. Invece di fare riunioni per chiedersi se sono incompatibile o no, cosa farò domani e cosa dopodomani, le facciano per capire perchè hanno perso il Comune, riuscendo nell’impresa di farsi sconfiggere con un sindaco uscente. O per capire come hanno fatto a diventare il terzo partito della città, dopo il Movimento 5 Stelle e a un passo da Forza Italia. A sentir loro pare che il problema di Tradate sia io, che il problema dei cittadini sia quello che fa Galli. Capiscano che i cittadini a giugno non hanno votato me, ma ciò che io e i miei alleati rappresentiamo, ovvero un modo di amministrare vicino al cittadino e per il bene della città. Un’Amministrazione che, a differenza della loro, garantiva ai cittadini almeno il minimo sindacale e che in questi mesi, con le stesse risorse di chi ci ha preceduto, sta facendo i lavori per i quali fino a giugno non c’erano soldi”. Di incompatibilità, precisa Galli, si è parlato dopo. “Quando ho dato la mia disponibilità, sapevamo della soglia di 20mila abitanti (dove ora scatta per il Testo Unico la sola ineleggibilità). Ora è15mila? Ci sono organi deputati a decidere, attendiamo loro. Ad oggi, non c’è alcuna incompatibilità. Ma ai cittadini importa poco, ripeto, di quello che farò. Importa che resti ciò che noi abbiamo portato in Comune, un’Amministrazione che lavora comunque, fatta di una squadra forte e non di un uomo forte al comando da solo”.