Elezioni Malnate, rissa sfiorata in Municipio: accordo tra Lega e Movimento 5 Stelle prima siglato poi negato. È caos in vista dei ballottaggi.

Caos ballottaggi a Malnate, accordi in famiglia

Sette punti da recuperare sulla candidata del centrosinistra Irene Bellifemine e i bacini di voti dei candidati sconfitti da recuperare. Dopo il voto di domenica è iniziata la fase delle trattative e degli accordi per la Lega e la candidata Daniela Gulino. Siglato quello con Sandro Damiani di Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi è stato dato per cosa fatta anche quello col Movimento 5 Stelle. A firmare l’accordo in Municipio (e, presumibilmente, a trattarne i termini) non il candidato pentastellato Domenico Mancino ma il papà della leghista, Giovanni Gulino, attivista 5 Stelle già in passato “frenato” in diverse occasioni dai responsabili locali.

Stop dai vertici grillini

Accordo in famiglia arrivato alla firma ma con Mancino che, all’oscuro di tutto, in Municipio ha rischiato di venire alle mani con il Gulino padre. E non è tardata la presa di posizione dei vertici pentastellati varedini Gianluigi Paragone, Niccolò Invidia e Roberto Cenci che hanno chiuso alla possibilità di un “matrimonio a tre” che oltre a rompere la regola del Movimento sull’appoggio ai partiti, in caso di vittoria darebbe vita a un’Amministrazione con Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e, appunto, i 5 Stelle. “Nessun apparentamento. Non facciamo accordi a livello locale – sono intervenuti i tre –  questo apparentamento è avvenuto alle spalle del candidato sindaco, è stato deciso da logiche familiari. Il Movimento prende ufficialmente le distanze”. Il “patto tripartito” comunque è stato firmato e solo dal voto si potrà capire cosa decideranno di fare attivisti e simpatizzanti del Movimento.

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