Insegne nelle sedi elettorali: botta e risposta sui social tra Io sto con Busto e Olcella e Busto Garolfo Paese Amico.

Insegne nelle sedi elettorali: cos’è successo

Botta e risposta tra la lista civica Io sto con Busto e Olcella e due rappresentanti di Busto Garolfo Paese Amico.
Protagonisti della vicenda – sviluppatasi tra i commenti di un post pubblicato dalla pagina Facebook della lista di Roberto D’Angelo -, l’assessore Patrizia Campetti e il consigliere di maggioranza Francesco Binaghi. Casus belli, l’insegna della sede del comitato elettorale Busto Garolfo paese amico, in piazza Lombardia.

Il post di Io sto con Busto e Olcella

Il gruppo di D’Angelo, terza lista in corsa verso le elezioni amministrative comunali 2019 di Busto Garolfo, ha condiviso su Facebook un comunicato, rilasciato domenica 5 maggio, relativo alle procedure – e alle relative tempistiche – necessarie per ottenere l’autorizzazione all’installazione dell’insegna riportante il nome della lista.
Nella dichiarazione, in particolare, si legge: “Chiediamo al sindaco Biondi (Susanna Biondi, ndr) come si possa ottenere l’autorizzazione all’installazione dell’insegna della foto sotto allegata, in pochissimi giorni, in modo da farlo sapere ai commercianti di Busto Garolfo e Olcella, affinché anche loro possano ottenerla con le medesime modalità e tempi”.

Busto Garolfo, insegna nella sede elettorale di Busto Garolfo Paese Amico

La risposta dell’assessore Campetti

A rispondere per prima è stata l’assessore Campetti: “Le insegne di attività commerciali e professionali sono “interventi minori” (art. 65 Reg. Edilizio) e prevedono l’autorizzazione della Commissione edilizia con le modalità e le tempistiche previste dal Reg. sulla pubblicità e pubbliche affissioni, art. 40. In deroga a tali disposizioni, le insegne di un comitato elettorale di durata temporanea non necessitano invece di autorizzazione della Commissione edilizia, ma sono autorizzate dall’Ufficio vigilanza urbana (comma 8/bis del citato art. 40 del Reg. sulla pubblicità). Nel caso del comitato elettorale BGPA (Busto Garolfo Paese Amico, ndr), l’autorizzazione è stata rilasciata in data 11 febbraio 2019 – protocollo 3412 – per il periodo dal 12.2 al 12.6.2019. Quindi nessuna irregolarità e nemmeno “corsia privilegiata”, semplicemente la corretta applicazione di regolamenti che dovrebbero essere ben noti a chi per anni ha ricoperto cariche amministrative nel settore dell’edilizia e del commercio”.

La risposta della lista civica

La replica di Io sto con Busto e Olcella non si è fatta attendere: “Avevamo il dubbio che le liste candidate alle elezioni comunali avessero qualche privilegio rispetto ai commercianti di Busto Garolfo e Olcella, ma ora, grazie all’assessore uscente Campetti, ne abbiamo la certezza.
Noi, qualora fossimo chiamati a governare il nostro Comune, faremmo di tutto per togliere questo assurdo privilegio che ha la politica rispetto ai commercianti e comunque noi non ci siamo allineati a quanto ha fatto l’attuale Maggioranza con il suo candidato sindaco uscente Biondi, ossia non abbiamo richiesto alcuna insegna.
La politica non deve vivere di deroghe, ma, secondo noi, deve essere al servizio dei cittadini. I commercianti non possono essere penalizzati rispetto ai politici.
Per noi, tutti devono avere pari opportunità e pari tempi di risposta alle richieste, anche per il rilascio dell’insegna”.

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Busto Garolfo, punto elettorale di Io sto con Busto e Olcella

Il botta e risposta Lista civica-Binaghi-Campetti

A intervenire e a ribattere alle affermazioni del gruppo civico di D’Angelo è stato questa volta il consigliere Francesco Binaghi: “Le vostre affermazioni sono molto gravi. Come l’assessore ha spiegato, non c’è nessuna deroga, ma è la normativa a differenziare esplicitamente la disciplina dei comitati elettorali, momentanei e finalizzati a una specifica manifestazione elettorale, da quella di esercizi, sia di carattere commerciale, politico o altro, che hanno invece un carattere definitivo. Non si tratta di nessuna deroga o scelta del sindaco, è la normativa a prevederlo”.
E ha aggiunto Campetti: “La normativa… questa sconosciuta! […] Ricordo solo che quello che viene definito un “privilegio politico” è un articolo dell’attuale Regolamento introdotto nel 1998, qualche annetto fa direi, e che prevede la stessa procedura per richieste temporanee per attività culturali, sportive e religiose, oltre che politiche. Quindi ribadisco ai commercianti: si sta parlando d’altro, non fatevi fuorviare da promesse vane”.
Ha replicato Io sto con Busto e Olcella: “Non troviamo sia giusto nei confronti degli esercenti avvalersi di un “favore” legislativo. Cos’è che differenzia un esercente che ha appena investito il suo futuro in un negozio da un gruppo politico? […] Abbiamo fatto una domanda e abbiamo ricevuto una risposta esaustiva e altre due poco pertinenti poiché sembrano delle inutili lezioni legislative non richieste. Non abbiamo l’arroganza di elevarci a insegnanti andando a sventolare titoli scolastici per poter sminuire gli avversari, mi dispiace veramente vedere che da una risposta ne è nata una specie di festa a due”.

A questa affermazione, sono seguiti altri commenti circa gli aspetti etici, giuridici ed elettorali della vicenda.
Da quella che può essere definita una polemica “elettorale”, è nato un dibattito che rivela le personalità delle liste in gioco, tra le quali i cittadini di Busto Garolfo saranno chiamati a scegliere il 26 maggio prossimo.

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