L’avvocato dei musulmani: “Scempio dei diritti, va denunciato”. La comunità islamica, riunita nell’associazione Moschea Abu bakar, mantiene fede alla sua promessa: se la Giunta Calati non farà un passo indietro, la vicenda finirà “davanti a tutti i giudici nazionali”. Lo assicura l’avvocato dell’associazione, Luca Bauccio, che rivendica la tutela dell’articolo 19 della Costituzione, quale “fonte sovraordinata rispetto a qualsivoglia regolamento comunale o regionale”.

L’avvocato dei musulmani: “Scempio dei diritti, va denunciato”

Sono due le questioni chiave: il no chiaro e netto alla Moschea e la non concessione di uno spazio temporaneo di preghiera. Una palese “non volontà politica, programmatica e propagandistica”, secondo il legale che porterebbe all’affermazione di un diritto di parte su quello pubblico. Da qui l’invito a cambiare rotta, perchè “la violazione è già stata commessa, tutti dovrebbero denunciarla, mettendo da parte i pregiudizi, bisogna stare dalla parte della legge”, rincara la dose.

I nodi della querelle

Ayub e Munib, i portavoce della comunità ribadiscono la volontà di un dialogo e il ricorso al tibunale come ultima carta. Sono determinati anche a ottenere la modifica al piano dei servizi col piano delle attrezzature religiose che permetterebbe di mettere a bando l’area di via Tobagi destinata al culto. Tema tabù per il sindaco, che su quel fronte non vuole intervenire. “Un pubblico amministratore – dice il legale – non può dire che la moschea non si farà mai. Non si può negare di pregare a dei cittadini, molti italiani, alla lunga si potrebbe configurare un illecito perseguibile”.  La tregua è ampiamente finita. Venerdì tutti i dettagli su Settegiorni Magenta.