Lega e sindaco contro i licenziamenti della Panalpina di Cerro Maggiore.

Lega e sindaco contro i licenziamenti della Panalpina

I vertici della Lega e il sindaco Nuccia Berra si mobilitano per salvaguardare i posti di lavoro all’azienda Panalpina di Cerro Maggiore. Come noto infatti la nuova proprietà ha annunciato licenziamenti (a rischio 155 lavoratori, 90 nella sede di Cantalupo).

Simone Giudici: richiesta audizione al Pirellone

Ieri il Consigliere regionale della Lega Simone Giudici ha protocollato una richiesta di audizione, presso la Commissione Attività Produttive del Consiglio regionale, delle parti sociali e della proprietà di Panalpina Mondiali Spa.

“A fronte delle indiscrezioni emerse a mezzo stampa – spiega Simone Giudici – ho deciso di chiedere al Presidente della Commissione Senna di convocare urgentemente i lavoratori e la proprietà di Panalpina Spa di Cerro Maggiore, importante azienda di trasporti e logistica.
Si legge infatti che la multinazionale danese DSV, che ha rivelato l’impresa, avrebbe intenzione di operare numerosi tagli all’organico: si parla infatti di 155 dipendenti sul tutto il territorio nazionale, di cui 90 solo nella sede cerrese. Una scelta che desta preoccupazioni, specialmente a fronte di un’azienda sana e non in stato di crisi.
Chiediamo quindi che i soggetti interessati vengano in audizione presso il Pirellone; come consigliere regionale del territorio vorrei vederci chiaro e comprendere le motivazioni di questa operazione, verificare la veridicità dei dati riportati ma soprattutto, se le ipotesi sopraesposte fossero confermate, cercare di ragionare insieme per trovare soluzioni alternative.
La salvaguardia dei posti di lavoro resta la priorità di Regione Lombardia – conclude Simone Giudici – e come già fatto in numerosi casi analoghi intendiamo porci come interlocutore e mediatore per giungere ad un epilogo favorevole per i dipendenti e le loro famiglie”.

Le parole del sindaco Berra

Il Sindaco di Cerro Maggiore Nuccia Berra si attiva contro il rischio licenziamenti e Masetti diventa componente della consulta Economia e lavoro dell’altomilanese.

“Appena venuta a conoscenza della problematica legata all’eventualità di licenziamenti che colpivano la filiale di Cantalupo dell’azienda Panalpina, realtà solida e affermata in molti paesi., mi sono subito attivata attraverso i contatti aziendali che il nostro comune possedeva.
Ho incontrato gli uscenti vertici aziendali che mi hanno relazionato sulla situazione attuale e mi sono preoccupata perché la vicenda rischia di coinvolgere molti cittadini, residenti nel nostro comune e nei comuni limitrofi.
Ho voluto ascoltare anche le parti sociali per verificare qual era lo stato del personale nel vivere questa vicenda ed evidenziare loro la questione.

Dopo questi incontri conoscitivi, doverosi e rapidi, come Sindaco ho chiesto un incontro ufficiale col nuovo management e ho dato informativa alla giunta comunale. Con la mia squadra di governo abbiamo deciso di intraprendere ogni percorso che potesse aiutare a definire la vicenda col miglior risultato possibile per i lavoratori. Per questo abbiamo coinvolto gli enti superiori che, a loro volta, agiranno per le loro più ampie competenze, rimanendo al tempo stesso molto vigile sulla vicenda.

Con l’occasione, e vista la possibilità che arrivava dalla conferenza detto Sindaci dell’Altomilanese, ho ritenuto importante proporre il nostro consigliere comunale Masetti quale membro della Consulta Economia e Lavoro dell’altomilanese.
La proposta è stata approvata da tutti i Sindaci e sono sicura che le capacità e lo spirito di abnegazione di Masetti saranno molto utili alla Consulta stessa e al nostro Comune come punto di riferimento”.

Cecchetti: “Governo chiarisca intenzioni vertici Panalpina “

Il vicecapogruppo vicario della Lega alla Camera, Fabrizio Cecchetti ha detto:

“Il governo intervenga subito sulla proprietà di Panalpina. La volontà della società danese Dsv di avviare la procedura di liquidazione sembra essere più di una semplice ipotesi. Se confermato, sarebbe molto grave visto che l’azienda non è nemmeno in crisi e vanta un nutrito pacchetto clienti. Qualcuno a Palazzo Chigi batta dunque un colpo. Dica ai vertici di chiarire che intenzioni hanno e, se del caso, spieghi loro che le regole vanno rispettate: comprese quelle sulla cessazione del ramo d’azienda. Così come vanno rispettati e tutelati i 90 lavoratori di Cerro Maggiore – tra operai e dirigenti – che rischiano il posto di lavoro. Se serve, lo procuriamo noi un traduttore italo-danese. Ci auguriamo che il governo, al quale abbiamo presentato un’interrogazione in proposito, comprenda la gravità della situazione. Il tessuto produttivo legnanese e rhodense è già stato massacrato da crisi aziendali e occupazionali. Occorre fare di tutto per evitare l’ennesima ferita al territorio del Nord-Ovest milanese”.