Il segretario cittadino del PD Santi Raineri ha presentato ieri le proprie dimissioni. Entro l’inizio dell’estate il congresso.

Pd Tradate, verso un rinnovo dopo le elezioni

Aria di cambiamento nel Pd tradatese dopo le elezioni. Tornata elettorale, quella del 4 marzo, in cui il partito guidato da Matteo Renzi ha segnato un grosso calo, uscendo sconfitto sotto praticamente ogni punto di vista. E anche a Tradate, dove il partito ha perso meno che altrove, la crisi della linea Renzi si è fatta sentire. Anche per questo, ieri il segretario Pd Santi Raineri e il suo vice, Laura Biffi, hanno rassegnato le dimissioni. “Si è chiuso un ciclo – spiega lui – Il mio mandato sarebbe comunque scaduto a breve e saremmo andati a congresso a maggio. C’è bisogno di confrontarci per rinnovare il partito, credo che così lo si potrà fare al meglio”.

“Guardiamo avanti”

Si riparte da un 14% alle Regionali e un 18% alla Camera e al Senato. “Abbiamo perso, ma almeno a Tradate è sbagliato parlare di tracollo – commenta Raineri – Il partito ha tenuto bene, specie se consideriamo l’uscita dell’ex vicesindaco Luigi Luce candidato con Liberi e Uguali alla Regione e la candidatura a Camera e Senato di personalità di punta della Lega cittadina come Dario Galli e Stefano Candiani”. Lo sguardo va anche alle scorse Amministrative, perse dal centrosinistra ma con un Pd in crescita. “Rispetto al 2012 eravamo cresciuti, anche se al ballottaggio la nostra coalizione fu sconfitta – ricorda Raineri – Domenica invece abbiamo certamente pagato una campagna elettorale selvaggia e un dibattito politico negli ultimi anni completamente contro Renzi e il Pd. Iniziata dal referendum dell’anno scorso, dove Renzi ha commesso forse il suo unico errore, quello di personalizzare il voto. Ora, anche sulla scorta di quanto sta avvenendo a livello nazionale, credo sia giunto il momento di parlarci e decidere insieme come rinnovare il partito, per risvegliarlo e risollevarlo. A Tradate come in tutto il Paese”.

“Ripartire dall’opposizione”

Parola d’ordine, quindi, rinnovamento. E niente alleanza con il Movimento 5 Stelle, tema “caldo” di questi giorni. “Sarebbe una scelta suicida – commenta Raineri – Cinque anni fa Bersani aveva proposto al Movimento un programma comune di forte rinnovamento e ricordiamo bene come finì. Ora sarebbe impensabile, secondo me, fare da stampella a chi negli ultimi anni ci ha dato dei mafiosi, collusi, ladri e quant’altro. E che si è reso attore di una campagna pesantemente diffamatoria e mistificatrice verso un partito che ha preso un Paese in crisi e in totale degrado e l’ha riportato a crescere”.

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“Orgoglioso di questi anni”

Segretario da quasi 5 anni, Raineri rivendica quanto fatto da capo cittadino del Pd Tradate. “Nel 2012 abbiamo vinto in una città in mano alla Lega da quasi 20 anni – ricorda l’ormai ex segretario – Durante l’Amministrazione Cavalotti rivendico le buone scelte e decisioni prese dai nostri consiglieri, come l’opposizione all’acquisto dell’ex dancing Kristal deciso ora dal Centrodestra. Abbiamo sempre cercato di amministrare come un buon padre di famiglia, seguendo la logica e le idee e non le ideologie. E penso che i conti in ordine lasciati alla città e quanto fatto ne siano la prova. Ultimo atto di cui sono orgoglioso è l’aver aperto la nuova sede del Pd Tradate in pieno centro. Un segno di apertura e trasparenza verso tutta la cittadinanza”.

“Dialogo, ma Pd non è un albergo”

Dal parere sull’alleanza col Movimento 5 Stelle, al dialogo con gli ex “compagni” di Liberi e Uguali. Gruppo che a Tradate, come a livello nazionale, è nato proprio da una rottura di alcuni con il Pd. Su tutti, quella dell’ex consigliere Santo Cara espulso dal partito dopo numerose e accese questioni dentro e fuori al consiglio comunale. “Credo che il Pd sia una grande casa – commenta Raineri – Ma non deve essere un albergo. Cara venne espulso per i suoi comportamenti, non per le sue idee. E Luce ha fatto una scelta di campo, decidendo prima di uscire dal partito perchè in disaccordo con la sua linea e poi di candidarsi contro. Rispettiamo le scelte loro e di chi è entrato in Liberi e Uguali, ma non credo intendano, e ritengo non sia possibile, rientrare così come se nulla fosse successo”.