Più Solbiate si presenta: «Civici e aperti a tutti per cambiare»

Giuseppe Leo, nuova lista

Giuseppe Leo per il cambiamento

C’è il volto di Giuseppe Leo tra i quattro che la lista civica Più Solbiate ha scelto per presentare il proprio progetto per il paese in vista delle amministrative di maggio. Funzionario di una compagnia assicurativa, 49 anni, fondatore, ex presidente e oggi consigliere di riferimento della Pro loco, cittadino dell’anno nel 2011, impegnato in diversi ambiti dell’associazionismo solbiatese e attuale vicepresidente degli Amici della ferrovia Valmorea è il profilo di peso che irrompe sulla scena politica per un percorso di cambiamento.

“Se eletti, lascerò la Pro loco”

«Siamo qui perché si è arrivati a un limite – ha dichiarato dall’ex Cotonificio, scelto come sede della presentazione della lista civica – e ora sono maturi i tempi per una svolta. Ho sempre ascoltato tutti e porto questo metodo anche per amministrare il paese, con lo spirito di fare le cose lasciando qualcosa di buono per gli altri. E’ per questo che sono in questo gruppo. La mia storia dice che mi sono sempre impegnato dove c’era da dare, con l’obiettivo del bene comune e non per interessi personali». Leo chiarisce subito: «Se saremo eletti lascerò la Pro loco, che resterà una realtà distinta dall’amministrazione. Non farò come l’attuale sindaco che all’epoca del suo primo mandato trasferì in blocco la sua squadra Pro loco al municipio. Lascerò solo io, anche perché il lavoro nell’associazione ha permesso di avere oggi un gruppo di giovani che sa camminare da solo».

Aperti a tutti, contro l’amministrazione uscente

Più Solbiate non ha ancora un candidato sindaco – «emergerà dal gruppo, serve il profilo giusto» – ma ha le idee chiare sulla linea politica: «Siamo aperti a tutti, i colori non contano. Purché simboli e ideologie di partito restino fuori. Siamo una lista civica vera, abbiamo fatto un percorso mirato a creare i presupposti affinché altri convergano qui con noi». Accennati alcuni temi: «L’amministrazione Melis in questi anni ha tolto servizi in base ad analisi economiche che spesso si sono rivelate errate, un esempio lampante è la rinuncia all’asilo nido comunale. Oggi ce ne sono due privati che funzionano bene. Manca l’attenzione alle associazioni. Siamo stati un Comune invidiato per i contributi agli studenti e il sostegno ai giovani, oggi non esiste più niente. E non a caso i ragazzi sono a farsi spinelli sul palco dell’area feste… Vogliamo dare ai solbiatesi un paese più bello da vivere, oggi purtroppo non è così».

Leggi anche:  Novate Milanese, Maldini è il nuovo sindaco

Nel gruppo anche Piazza, Bianchi e Ghioldi

Con Giuseppe Leo c’è un gruppo di più di 20 persone: tra loro Rita Piazza, 58 anni, insegnante: «Ho deciso per la prima volta di mettere le mie competenze al servizio del paese in cui abito per renderlo un luogo migliore. In questi anni ho visto un crescente degrado e la mancanza sempre più evidente di servizi». Pamela Bianchi, 46 anni, parla da madre: «Mi sono resa conto che oggi Solbiate Olona non può offrire quello che ha offerto a me in passato e sono qui perché vorrei che i nostri figli crescano nel loro paese e lo abbiano a cuore. A partire da un’attenzione diversa all’ambiente». Emanuele Ghioldi studia Storia all’università: «Sono convinto che noi giovani dobbiamo impegnarci per dare una prospettiva al nostro futuro. Sono cresciuto nelle relazioni e credo che serva in primis ricreare un senso di comunità e aggregazione che è sempre più venuto a mancare». La sfida è lanciata.

 

tutte le notizie qui: https://settegiorni.it