la giunta di Venegono Superiore ha approvato il progetto preliminare per la ristrutturazione della ex Casa del Beta e la creazione del Polo della cultura.

Polo della cultura, come sarà

Due nuove sale e una capienza, complessiva, di una novantina di posti a sedere, su due piani. Questo quanto prevede il progetto preliminare per l’ex casa del Beta, l’edificio abbandonato accanto alla biblioteca che il Comune è intenzionato a ristrutturare e riqualificare per farne spazi da dedicare a eventi culturali. Una ristrutturazione che non si fermerà solo all’attuale rudere ma toccherà anche il cortile della biblioteca, che diventerà una piazzetta, con tanto di fontana, utilizzabile anche per le proiezioni di film all’aperto e spettacoli teatrali.

polo della cultura all'ex casa del beta a venegono

490mila euro di lavori

Un intervento complessivo da 490mila euro, già inserito nel bilancio comunale, che dovrebbe essere cantierato l’anno prossimo e che non potrà limitarsi a una rinfrescata alle pareti dato il cattivo stato di conservazione in cui versa lo stabile e la necessità di smantellare e ricostruire all’esterno la cabina elettrica presente al piano terra, oltre alla possibilità di installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto così da ridurre il consumo energetico.

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“Nessuna fretta”

“Prevediamo circa un anno di lavori – fa sapere il sindaco Ambrogio Crespi – Una volta terminati, con la biblioteca riqualificata negli anni scorsi e queste ultime opere quello sarà il polo della cultura di Venegono. Il progetto approvato ha una previsione di costi superiore a quella inizialmente avanzata, rincaro che comunque sarà compensato probabilmente dal ribasso d’asta e dovuto principalmente alla decisione di realizzare un ascensore esterno che permetta a tutti di raggiungere la sala al primo piano e di un piccolo magazzino per la custodia dei materiali”. “Non c’è fretta – conclude Crespi – I lavori di ristrutturazione non incideranno negativamente sul servizio offerto dalla biblioteca. Come per le cucine al Pratone, vogliamo realizzare un’opera fatta per il meglio, che possa durare per cent’anni dall’inaugurazione, e che possa diventare il fiore all’occhiello di tutto il paese e di tutta la sua comunità”.

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