Il senatore uscente, e candidato per la Lega alle prossime elezioni, Stefano Candiani ha presentato un’interrogazione al Miur dopo i fatti di Torino.

La professoressa di Torino e quegli insulti alle forze dell’ordine

L’interrogazione parte dai fatti accaduti giovedì scorso, durante gli scontri in occasione della presentazione del numero uno di Casapound Simone Di Stefano. Quel giorno, un corteo di oppositori aveva cercato di raggiungere la sede dell’evento, arrivando allo scontro con le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, che cercavano di fermarli. Tra questi, Lavinia Flavia Cassaro, una professoressa delle scuole elementari e medie dell’istituto Leonardo Da Vinci. Immortalata dai medie presenti con bottiglia di birra e cappuccio in testa, mentre inveiva contro gli agenti del Reparto Mobile. “Merde”, “Vigliacchi”, “mi fate schifo”, e quel “dovete morire” che nei giorni scorsi ha rimbalzato su tutti i canali dell’informazione.

Nessuna scusa dopo i fatti

Come si legge nelle premesse dell’interrogazione di Candiani, dopo l’attacco ai militari la professoressa di Torino è stata avvicinata da un inviato della trasmissione Matrix, cui ha rilasciato una rapida intervista. “Ho augurato la morte a polizia e carabinieri perchè stanno proteggendo il fascismo. Io mi potrei trovare a lottare fucile in mano contro questi individui”. “Il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ha stigmatizzato con decisione il comportamento inaccettabile dell’insegnate – ricorda sempre Candiani – ed è intervenuto attraverso l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. Questo, dopo gli accertamenti, ha aperto un provvedimento disciplinare”. Ma nel cuore dell’interrogazione del senatore leghista, anche i tanti messaggi diffusi su Facebook e social network di figli e parenti di poliziotti e carabinieri morti mentre svolgevano il proprio lavoro.

Leggi anche:  "Ferragosto antispaccio", l'ufficio del sindaco si sposta nella stazione della droga

“Inadatta ad educare, sia licenziata”

Ricordati i fatti e viste le premesse, tra le quali una “vicinanza culturale della professoressa ai centri sociali”, Candiani chiede quindi lumi al Ministro. “Visto il suo inaccettabile atteggiamento, profondamente irrispettoso e violento nei confronti delle forze dell’ordine e che si pone in totale antitesi con il suo ruolo educativo delle giovani generazioni dei valori della legalità, del rispetto reciproco e della convivenza democratica. – scrive – Se nei suoi confronti si intenda procedere immediatamente col licenziamento. La professoressa in questione è infatti risultata inadatta a far parte della nobile categoria degli insegnanti”.