Lui, il leader del popolo verde, lo aveva detto: “Sarà la Pontida più partecipata dei sempre” e sebbene sia ancora presto per “dare i numeri”, a occhio e croce Matteo Salvini non ci è andato tanto lontano. C’è chi assicura che si sia sfiorata la cifra di 80mila partecipanti.

Folla sul pratone

L’edizione 2019 del Raduno di Pontida che si è svolta oggi, domenica 15 settembre, sul pratone del paese della Valle San Martino,  ha sancito l’attaccamento del popolo del Carroccio verso l’ex Ministro dell’Interno. Poco importa che la Lega non sia più al Governo: i fedelissimi di Salvini, evidentemente, sono ancora tanti (dopo un netto calo  nei sondaggi, gli esperti parlano di una ripresa) e oggi molti di loro si sono presentati a Pontida. A dar “man forte” al segretario della Lega tutti i pezzi da novanta del partito, i sindaci e anche  i Governatori di Lombardia, Attilio Fontana, e Veneto, Luca Zaia.

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E’ stata la Turandot di Puccini ed in particolare il “Nessun dorma” (quasi un invito a non demordere, a non mollare) ad accompagnare il numero uno del Carroccio sul palco.  Di fronte a lui una marea di bandiere con Alberto da Giussano, ma anche tricolori. Accalcati sul pratone, abbarbicati sulle colline circostanti, i leghisti hanno accolto il loro numero uno come spesso si vedere fare ai fans al concerto del loro cantante preferito. E lo stesso Salvini è rimasto evidentemente colpito visto che ha assicurato: “Questo è uno spettacolo incredibile. Questa è l’Italia che vincerà. L’odio e la paura non abitano a Pontida” ha detto appena salito sul palco salvo poi scendere per un istante per rendere omaggio ai leghisti defunti con un momento di riflessione davanti all’albero della vita.

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Poi ancora una volta Salvini si è “appellato alla Madonna” o per meglio dire le ha chiesto una sorta di intercessione per i suoi avversari politici “prego per loro nel giorno della Madonna Addolorata”.

Il voto e la legge elettorale

Il voto: questo uno dei nodi centrali nel discorso di Salvini. Quel voto prima sperato all’indomani della crisi di Governo voluta dallo stesso ex Ministro dell’Intero e ora atteso. “Non possono scappare all’infinito” ha detto facendo riferimento agli ex alleati del Movimento 5 Stelle e ai loro nuovi compagni nell’Esceutivo ovvero Pd e Leu. “Prima o poi si tornerà alle urne”. E questo proposito non è mancata un riflessione sulla legge elettorale (“Serve una legge chiara che permette a chi vince di poter governare davvero”).

L’immigrazione e la difesa del Decreto Sicurezza

Quindi un cavallo di battaglia: l’immigrazione e con esso il Decreto Sicurezza che proprio di Salvini porta il nome. “Se lo smonteranno noi daremo battaglia”. Con che armi? “Con i referendum”. Salvini infatti ha annunciato che il popolo verde è pronto a raccogliere “milioni di firme”.