La convocazione presso il Ministero fa seguito all’incontro tenutosi il 26 febbraio con il Coordinamento Sindacale Nazionale presso Assolombarda durante il quale l’azienda, in linea con il suo piano strategico, aveva confermato la decisione di dismettere, nel corso del 2019, la produzione dei motori di media tensione e generatori presso l’Unità di Vittuone con un impatto su 123 posizioni lavorative, inclusi 65 operai.

Riorganizzazione stabilimento Vittuone: incontro al Ministero

Si è svolto questa mattina, martedì 12 marzo, a Roma, presso il Ministero, l’incontro tra il Coordinamento Nazionale Sindacale di Fim Fiom Uilm, la Direzione di Abb Italia e la rappresentanza del Governo, per proseguire la discussione sulla decisione, assunta dall’azienda a livello centrale, di dismettere alcune produzioni, e di spostarne altre, legate al settore dei motori e generatori. Una scelta, questa, che impatta su 123 dipendenti, tra operai e impiegati, del sito di Vittuone che, ora, rischiano di perdere il posto di lavoro. L’incontro è servito per illustrare al Ministero la situazione e per rappresentare le difficoltà e le preoccupazioni. Per la Fim resta necessario che l’azienda presenti un piano industriale che dia garanzie e prospettive rispetto agli investimenti e al consolidamento di Abb in Italia anche rispetto alla continuità operativa del sito di Vittuone per quanto riguarda le lavorazioni che comunque continueranno a essere prodotte nel sito in questione. Solo successivamente, una volta acquisite le rassicurazioni del caso e dopo aver valutato positivamente il piano industriale, sarà possibile affrontare la discussione per trovare le migliori soluzioni per i lavoratori interessati a partire dal fatto che ci interessa dare una prospettiva occupazionale a tutti. I primi di aprile il Ministero riconvocherà le parti per dare avvio al negoziato che, appunto, dovrà partire dal piano industriale di Abb in Italia. La vertenza pone al primo piano l’urgenza di rimettere al centro dell’agenda politica del Governo le politiche industriali che solo l’unico strumento in grado di creare le condizioni per favorire il lavoro, consolidare la presenza industriale nel nostro Paese e rilanciare l’occupazione.