Sbocco assunzioni per il pronto soccorso: passa la mozione in Regione. “Un confronto urgente con il Governo per ottenere lo sblocco delle assunzioni nei reparti di emergenza-urgenza della ASST: questo chiediamo al presidente Fontana per rimediare ad una situazione che, anche in Lombardia, vede i nostri Pronto soccorso con una dotazione di personale al di sotto delle necessità. Non possiamo più permetterlo. La qualità dei nostri servizi di cura, specie nelle emergenze, deve restare alta”: lo  dichiara il consigliere regionale di Noi con l’Italia, Luca Del Gobbo, firmatario di una mozione dedicata alla carenza dei medici e degli infermieri di Pronto soccorso nelle strutture pubbliche italiane e lombarde e approvata oggi all’unanimità: 65 voti favorevoli su 65 presenti.

Sbocco assunzioni. i dati

“I dati che ci arrivano dal Simeu, la Società italiana della Medicina emergenza-urgenza, mostrano che i medici di pronto soccorso effettuano, all’anno, 4 milioni e mezzo di visite in più rispetto agli standard definiti dalle società scientifiche”, dice Del Gobbo. “Così si supera il normale carico di lavoro di professionisti che, seppur preparati e dediti al lavoro, rischiano un sovraccarico che danneggia loro e i pazienti in cura”.Del Gobbo stima che, in Italia, all’appello manchino “più di mille medici di pronto soccorso” e che questa carenza si ripercuota anche sulla virtuosa Lombardia. “Nei prossimi mesi, nella nostra regione andranno in pensione circa 2.000 medici ospedalieri, ma saranno disponibili a sostituirli soltanto un migliaio di giovani professionisti (se ci saranno i soldi per assumerli). E, se le cose non cambieranno rapidamente, si delinea una gravissima crisi di mancanza di specialisti in una sanità che da sempre viene apprezzata (e frequentata da tutta Italia) per la sua eccellenza”.

Mancano infermieri

Non meno grave il quadro legato agli infermieri. “La Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche (Fnopi) riferisce che, dal 2009, ogni anno in Italia si perdono in media tra i 2.500 e 4.500 infermieri. In Lombardia, stando sempre ai dati riferiti dalla Fnopi, mancano all’appello addirittura 4.724 infermieri (ultimo aggiornamento di settembre 2018)”. “Dobbiamo sfruttare – precisa Del Gobbo – l’opportunità del tavolo di confronto Stato-Regioni sull’attuazione dell’articolo 116 della Costituzione, da cui nascerà il percorso per una maggiore autonomia in alcune cruciali materie, tra cui la sanità”. In particolare, Del Gobbo ricorda che si sta lavorando per “rendere autonoma la Lombardia in merito al numero dei posti dei corsi di formazione per i medici di Medicina Generale e di accesso alle scuole di specializzazione, nonché l’inserimento dei medici specializzandi nelle strutture del Servizio Sanitario. È un traguardo, questo, che non possiamo farci sfuggire. Ne va della qualità di cura e di vita dei nostri cittadini”.

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