Settanta Sindaci della Città metropolitana di Milano, e non solo, in prima linea sul tema del trasporto pubblico locale (TPL) per far riconsiderare a Regione Lombardia il progetto, accantonato, di “Tariffa unica integrata per il trasporto pubblico metropolitano di Milano e del nuovo sistema organizzativo dei trasporti”.

Settanta sindaci chiedono incontro a Fontana

Lo fanno chiedendo al Presidente di Regione Lombardia – Attilio Fontana – un incontro in cui ribadire la necessità di riconsiderare la decisione che, senza apparente motivazione, è stata presa dalla Giunta Regionale, che ha portato a ritirare l’emendamento per la tariffa unica integrata concordato con il Comune di Milano.

Bollate tra i promotori

“Tale decisione – spiega Francesco Vassallo, sindaco di Bollate, uno dei promotori e sottoscrittore della richiesta – di fatto impedisce la realizzazione del progetto di tariffa unica che avrebbe agevolato i pendolari metropolitani (lavoratori e studenti in primo luogo) grazie a biglietti e abbonamenti meno cari rispetto all’attuale formula tariffaria. Ma non solo, il progetto avrebbe portato anche benefici ambientali contribuendo ad aumentare l’utilizzo dei mezzi pubblici e, quindi, a migliorare l’aria che respiriamo”.

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Cosa cambierebbe per i cittadini

Vediamo qualche esempio del mancato beneficio economico per i cittadini: da Sesto San Giovanni o da Rozzano l’abbonamento annuale sarebbe passato da 498 euro a circa 460 euro; da Monza o Arese (o Bollate) si sarebbe ridotto da 685 a 552 euro; senza contare i biglietti singoli da Rho o Assago, che sarebbero passati da 2,50 a 2,00 euro. Infine, con 2,40 euro un cittadino bollatese avrebbe viaggiato con Trenord fino a qualsiasi la stazione FNM di Milano e poi avrebbe potuto utilizzare lo stesso biglietto per tutti i mezzi ATM (metropolitana, tram e autobus).

Ma oltre al risparmio economico e al beneficio ambientale, dicono i sindaci, “l’applicazione di questa tariffa integrata sarebbe uno dei passi fondamentali per far sentire i cittadini della fascia provinciale, veri cittadini metropolitani”.

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