Il consigliere Alfonso Indelicato di Saronno incalza l’amministrazione e il consigliere Angelo Veronesi che hanno celato le vere ragione dell’eliminazione degli alberi: “Non era tanto per la sicurezza dei cittadini, ma per fare un salotto buono per la Tre Valli Varesine”.

Il vero motivo del taglio:“Un salotto buono per la Tre Valli Varesine”

Il consigliere Alfonso Indelicato in merito alle dichiarazione del consigliere Angelo Veronesi circa l’utilità del taglio degli alberi afferma: “Dopo una serie di considerazioni – che condivido –  circa la necessità di eliminare gli alberi che producono gravi danni nel sottosuolo, giunto in prossimità della fine del suo ragionamento ecco emergere il nocciolo della questione fino a quel momento rimasto oscuro: la Tre Valli Varesine” , spiega Indelicato.

“A prima  – continua il consigliere – vista il legame fra i bagolari e la Tre Valli non si coglie. Ma  proprio questa apparente incongruità fa comprendere che la ragione principale dell’intervento era probabilmente questa.  Non tanto, quindi, la sicurezza dei cittadini deambulanti sullo sconnesso, o l’integrità delle cantine o delle tubature. Si trattava di allestire il “salotto buono” per la Tre Valli, manifestazione che in questo modo si conferma particolarmente cara all’ amministrazione saronnese. Tanto più che, come ricorda lo stesso consigliere Veronesi, “si avvicina il centenario della corsa ciclistica”. Non sia mai, dunque, che il parterre de rois presente in città per la storica circostanza posi lo sguardo su radici tracimanti e marciapiedi terremotati: cerchiamo di fare bella figura.

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Qualcuno potrebbe ritenere che un intervento così importante starebbe meglio se rientrante in un piano di operazioni più generale, meno legato dunque a una manifestazione”.

“Gli amministratori dovevano esser chiari dall’inizio”

A conclusione di quella definita “operazione verità”  il consigliere Indelicato aggiunge: “Assicuro che non ho nulla contro la Tre Valli come festa ludico-sportiva, e neanche (ci mancherebbe)  sul fatto che un evento di un certo richiamo produca un indotto di interventi di manutenzione. Solo mi piacerebbe – incalza –  che le ragioni di quanto si fa fossero chiare fin dall’inizio, in modo da non doverle scoprire strada facendo grazie a casuali illuminazioni. Torno a pensare che chi amministra non deve, per timore delle critiche, giocare a rimpiattino con i cittadini. Tanto, una dose di critiche è un dazio che  in ogni caso si deve pagare. Non ricordo quale saggio dell’antichità diceva che “un uomo che piace a tutti è come un vinello dolce di poco pregio”, o qualcosa del genere. Vale per gli uomini, ma anche per le amministrazioni comunali”.