Tangenti in Lombardia, la maxioperazione “Mensa dei poveri” che ha portato all’arresto di 43 persone non ha coinvolto solo imprenditori e politici, ma anche i vertici di società pubbliche.

Tangenti in Lombardia, ai domiciliari anche i vertici di Accam

Agli arresti domiciliari sono finiti Laura Bordonaro, presidente di Accam, la società che gestisce l’inceneritore di Borsano (nel quale conferiscono i propri rifiuti molti Comuni dell’Altomilanese, tra i quali Legnano),e il consigliere Alberto Bilardo. Il reato contestato è quello di associazione per delinquere.

L’intervento dell’onorevole Riccardo Olgiati

Sulla vicenda è intervenuto l’onorevole legnanese Riccardo Olgiati, parlamentare pentastellato, che ricorda la lotta del Movimento 5 stelle per la chiusura dell’impianto e auspica l’azzeramento totale del consiglio di amministrazione di Accam.
“Un’importante operazione condotta da Carabinieri e Gdf ha portato a 43 arresti in Lombardia tra le province di Milano, Monza, Varese e il Piemonte – affermano Olgiati e il collega Invidia -. Forza Italia, quale partito politico, è  stato duramente segnato dall’arresto del proprio consigliere regionale Fabio Altitonante, del deputato Diego Sozzani (il cui arresto necessita dell’autorizzazione della Camera dei deputati), del consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella (peraltro anche candidato alle europee), del plenipotenziario della provincia di Varese di Forza Italia, il gallaratese Nino Caianiello, e del consigliere comunale e coordinatore sempre della provincia di Varese del partito Carmine Gorrasi. Buona parte dei soggetti sopra riportati sono state nostre controparti nelle battaglie che da anni ci impegniamo a combattere sul territorio”.

“Temiamo possa essere solo l’inizio di un terremoto giudiziario”

“Ma non è solo la politica ad essere decapitata da questa operazione che temiamo possa essere solo l’inizio di un terremoto giudiziario – proseguono Olgiati e Invidia -, oggi infatti sono state applicate misure cautelari custodiali anche ad alcuni dei vertici di Accam, la partecipata del consorzio dei comuni dell’Alto Milanese che ne gestisce lo smaltimento dei rifiuti attraverso l’inceneritore di Busto Arsizio. Sono infatti finiti ai domiciliari la presidente Laura Bordonaro e l’amministratore Alberto Bilardo. Sono anni che il Movimento 5 stelle lotta per la chiusura di questo inceneritore, sia con i gruppi locali che con i colleghi regionali, denunciando pubblicamente l’evidente mala gestione la quale ha determinato ingenti perdite e compromesso i bilanci societari. Soldi dei contribuenti che sostengono una società evidentemente in difficoltà e danni ambientali che questo inceneritore apporta sul territorio ci convincono, oggi ancor di più, circa la necessità che si proceda alla sua chiusura definitiva il prima possibile”.

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“Le nostre perplessità sulla gestione dell’impianto erano fondate”

“Ancora non conosciamo i motivi che hanno determinato il pm a richiedere una misura tanto afflittiva in odio ai dirigenti Accam – affermano ancora i due parlamentari del Movimento 5 stelle – ma oggi possiamo dire con certezza che le nostre perplessità sulla gestione dell’impianto erano fondate e che i bilanci in rosso potrebbero essere solo la punta di un iceberg. Confidiamo nella Magistratura e ci aspettiamo che faccia chiarezza e approfondisca la gestione di Accam che da anni ci allerta. In attesa del processo che presumibilmente si incardinerà contro gli indagati pretendiamo che la politica sia decisamente più rapida e ci aspettiamo, nel giro di poche ore, le dimissioni della Presidente Bordonaro e dell’amministratore Bilardo, ma invitiamo i comuni soci a valutare anche l’azzeramento totale del cda che sarebbe la scelta più opportuna, a nostro parere”.

“Verso la chiusura definitiva e lo spegnimento dell’inceneritore”

“Questa potrebbe essere l’occasione, una volta per tutte, per scegliere persone competenti che traghettino, come chiediamo con insistenza dal 2015,  Accam verso la chiusura definitiva e lo spegnimento dell’inceneritore – concludono Olgiati e Invidia -. In conclusione ricordiamo come, ancora una volta, la nuova legge anticorruzione targata M5S e votata a dicembre dal Parlamento, – la cosiddetta #Spazzacorrotti – ci libererà definitivamente, in caso di condanna, della presenza da ruoli apicali di politici che in questi anni hanno tenuto sotto scacco il territorio”.

 

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