Si è insediato giovedì mattina il tavolo per la revisione del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), presieduto dal sottosegretario tradatese Stefano Candiani.

Enti Locali, attenzione massima

Riunire e rivedere le regole degli enti locali, Comuni e Province in primis, e le normative che regolano la loro finanza. Un progetto ambizioso, che tanti hanno annunciato nel corso dell’ultimo decennio ma che in pochi hanno, concretamente, intrapreso. Ora qualcosa potrebbe cambiare: giovedì mattina è andata in scena la “prima” del tavolo di lavoro che appunto si propone di mettere mano al Tuel, disinnescando gran parte della riforma Delrio. E che promette di farlo in tempi rapidi, coinvolgendo tutti i soggetti interessati. A presiederlo, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno con delega alla Finanza degli Enti Locali Stefano Candiani. Intorno al tavolo, insieme ai Prefetti dei Dipartimenti interessati, i ministri Giulia Bongiorno (Pubblica Amministrazione), Erika Stefani (Affari Regionali e Autonomie) il Sottosegretario del Mef Laura Castelli e i presidenti i di Anci e dell’Upi.

“Riscriviamo insieme le regole degli Enti Locali”

L’obbiettivo è arrivare a marzo con un primo documento di sintesi, che tracci le linee guida su cui ricostruire il Tuel e redigere la legge delega al Governo per alcuni temi specifici. “Sarà un tavolo di confronto e non mancheranno occasioni per coinvolgere ulteriori soggetti interessati – ha premesso Candiani – Lavoreremo con ritmi molto serrati perché questo lavoro è importante e c’è molta aspettativa a riguardo nei territori. Comuni, Province e Città Metropolitane sono l’ossatura del nostro Paese e noi, insieme a tutte le parti, dobbiamo ora disegnarne il futuro. La sintesi che in primavera uscirà da questo tavolo sarà la migliore possibile“.

La volta buona?

Come detto, il Governo Lega-Movimento 5 Stelle e Candiani non sono i primi a parlare di revisione del Tuel. “Speriamo sia la volta buona – ha esordito il presidente Anci Antonio Decaro – La revisione della legge Delrio è un tema strategico. Noi, come Anci, abbiamo già attivato gruppi di lavoro e metteremo gli articolati prodotti a disposizione del tavolo. In particolare, chiediamo che si superi l’obbligo della gestione associata di servizi e funzioni dei Comuni“. Uno dei punti più delicati sarà certo il futuro delle Province,  notoriamente in crisi dopo la riforma Delrio. Lo ha ricordato Achille Variati, presidente Upi: “Sono la realtà che più di ogni altra ha bisogno di chiarezza, e con loro tutti gli enti intermedi che si trovano a dover mediare fra Regioni e Comuni ma con uno scarso riconoscimento”.

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Un nuovo Testo Unico per il Regionalismo Differenziato

“Questo lavoro dovrà mettere in pratica il principio della sussidiarietà”, ha aggiunto il ministro Stefani. “Si deve immaginare quale futuro vogliamo per un ente importante come le Province, soprattutto nell’ottica di un nuovo rapporto fra Stato e Regioni basato sul regionalismo differenziato che porterà maggiori competenze sui territori“.

Calendario serrato

Il tavolo si riunirà tutti i giovedì a partire dal 10 gennaio. Ogni seduta sarà dedicata a un aspetto particolare: superamento dell’obbligo di gestione associata dei servizi, semplificazione degli organismi amministrativi, Province e Città Metropolitane. Dopo la metà di febbraio verrà quindi stilata una prima sintesi. Definite le linee guida si coinvolgeranno gli enti locali e gli altri interlocutori istituzionali interessati alla gestione finanziaria, raccogliendo attraverso un questionario pareri e richieste che nascono dall’esperienza maturata nella gestione della autonomie locali. “Per quanto riguarda la semplificazione, siamo già in stato avanzato di lavoro”, ha fatto sapere il ministro Bongiorno, sottolineando l’apertura e la massima collaborazione.